Monday, 1 October 2007
Kindness
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Devi provare i biscotti Gentilini Osvego. Nessuno può dirsi un vero romano se non è cresciuto a caffellatte e osvego... e pensa un po', sono in offerta al supermercato di via padre semeria eh eh eh
Vero, gli Osvego sono "il biscotto di Roma".
Ma i Novellovo...
Ma i Novellovo...
vicino ai miei suoceri c'è la cerbiatto e la interpan (evviva la pubblicità) ogni volta che vado lì è un agonia... purtroppo ogni tanto arriva anche "l'odore" della peroni... che puzza d'ascella!

mi incuriosisce stò Gentilini ... ma i suoi biscotti attivano sino a Genova?
Fino a poco tempo fa, nello spaccio interno allo stabilimento vendevano pure i biscotti rotti ad un prezzo irrisorio... poi è aumentato il prezzo... (e forse oggi nemmeno li vendono più!
)
@Andrea: Forse nelle gastronomie. Gentilini non ha mai voluto fare il salto della distribuzione nazionale, tant'è che a bologna fino a poco tempo fa, non si trovavano e io ne esportavo clandestinamente diversi pacchi ai miei amici golosastri. Ora a Bologna si trovano in qualche gastronomia. Insomma centro italia non ci sono problemi oltre non so.
provate ad inzupparne quattro per volta oppure a fare la "pappetta" (mettere tanti biscotti fino a prosciugare il cappuccino )
DAIIIIII la pappetta dei gentilini (mi commuovo!!!!) pensavo fosse un'usanza solo di casa mia!!!
La pappetta....era l'unico bel motivo per svegliarsi la mattina da piccolo...pensavo fossi l'unico porco a farla...
Forse il commento andava messo in un altro punto, ma i pensieri sono tutti molto carini e Gentilini profuma perdavvero, concordo.
Sono molto simpatici e garbati questi commenti alla scoperta di Roma. Garbatella poi è un mondo a parte, è vero. Vado spesso a prendere la pizza al taglio da "Mi Garba la Pizza", e m'incanto sempre a guardare l'umanità che popola quel quartiere (io stò limitrofa, comunque).
Un'altra cosa che devi provare, se non l'hai ancora fatto: la pizza bianca colla mortazza, o, quann'è staggione, pizza prosciutto e fichi. Una volta li faceva eccellenti Frontoni a Viale Trastevere, ma non sò se c'è ancora. Grazie
Sono molto simpatici e garbati questi commenti alla scoperta di Roma. Garbatella poi è un mondo a parte, è vero. Vado spesso a prendere la pizza al taglio da "Mi Garba la Pizza", e m'incanto sempre a guardare l'umanità che popola quel quartiere (io stò limitrofa, comunque).
Un'altra cosa che devi provare, se non l'hai ancora fatto: la pizza bianca colla mortazza, o, quann'è staggione, pizza prosciutto e fichi. Una volta li faceva eccellenti Frontoni a Viale Trastevere, ma non sò se c'è ancora. Grazie
Mamma mia i Gentilini!!! Ho mandato una e-mail qualche mese fa:
"Grazie di accompagnarmi da quaranta anni. Vedere quei biscotti la mattina accanto al latte e caffé è rassicurante e così normale da sempre. Me li ricordo, nel negozio che da oltre ottanta anni fa aveva mio nonno in via del Pigneto, e che poi è stato dei miei genitori. Mi ricordo le latte colorate con quel treno fatto di biscotti. Ricordo le mamme che venivano a comprarne 2 o 3 etti. Mi ricordo che erano buoni come adesso. Adesso piacciono alle mie due bambine perché esistono i biscotti e poi ci sono "I Gentilini". Non conosco persone, a Roma, che pronunciando quel nome non abbiano a fare un cenno come a dire "Beh, i Gentilini sono i Gentilini", e non li considerino come I Migliori. Fanno parte della famiglia, come una vecchia zia che è sempre là. Quando sono in vacanza in qualche regione italiana e mi càpita di essere al supermercato, più di una volta ho sentito questa domanda: "ma i Gentilini non ci sono?" . Ecco, sicuramente sono di Roma anche loro. E' inconcepibile non trovarli sugli scaffali. Un pò mi compiaccio di non trovarli spesso fuori Roma. Sono un pò geloso. Fanno parte della città e dell'essere romani, un pò come il Colosseo o la Bocca della Verità. All' epoca c'erano i tram a cavallo, ora c' è internet, i telefonini e la comunicazione globale. E loro sono sempre là, buoni come quando ogni tanto aprivo quella latta colorata e ne rubavo uno, quasi quaranta anni fa.
Grazie ancora e una preghiera: non cambiate mai"
"Grazie di accompagnarmi da quaranta anni. Vedere quei biscotti la mattina accanto al latte e caffé è rassicurante e così normale da sempre. Me li ricordo, nel negozio che da oltre ottanta anni fa aveva mio nonno in via del Pigneto, e che poi è stato dei miei genitori. Mi ricordo le latte colorate con quel treno fatto di biscotti. Ricordo le mamme che venivano a comprarne 2 o 3 etti. Mi ricordo che erano buoni come adesso. Adesso piacciono alle mie due bambine perché esistono i biscotti e poi ci sono "I Gentilini". Non conosco persone, a Roma, che pronunciando quel nome non abbiano a fare un cenno come a dire "Beh, i Gentilini sono i Gentilini", e non li considerino come I Migliori. Fanno parte della famiglia, come una vecchia zia che è sempre là. Quando sono in vacanza in qualche regione italiana e mi càpita di essere al supermercato, più di una volta ho sentito questa domanda: "ma i Gentilini non ci sono?" . Ecco, sicuramente sono di Roma anche loro. E' inconcepibile non trovarli sugli scaffali. Un pò mi compiaccio di non trovarli spesso fuori Roma. Sono un pò geloso. Fanno parte della città e dell'essere romani, un pò come il Colosseo o la Bocca della Verità. All' epoca c'erano i tram a cavallo, ora c' è internet, i telefonini e la comunicazione globale. E loro sono sempre là, buoni come quando ogni tanto aprivo quella latta colorata e ne rubavo uno, quasi quaranta anni fa.
Grazie ancora e una preghiera: non cambiate mai"

