Io ormai vado a fare spesa in un certo supermercato non per via della migliore qualità, o dei prezzi convenienti, ma per la qualità delle sceneggiate al bancone dei salumi. Perché, ammettiamolo, in ogni supermercato i salumieri del bancone cercano volutamente un po' di intrattenere la gente, però c'è modo e modo. Alcuni non riescono ad essere simpatici, e non c'è peggior cosa di qualcuno che cerca di farti ridere senza avere il talento necessario. Invece altri ci riescono, almeno con me.
Prima di me c'è una coppietta sui 50 anni cadauno. Lei chiede "scusi, questi coccetti con cosa li date?" "Con lo stracchino X" "Allora me ne dà una confezione, grazie" e il marito sbotta: "NO! un'altro coccetto ancora! siamo pieni, non sappiamo più dove metterli, e non servono a niente" e qui interviene il salumiere: "Embè? ve li tirate addosso 'a prossima vorta che litigate, invece der servizzio quello bbono" e il tizio: "Servizzio bbono? Quale servizzio bbono?" "Ah, allora non ce l'avete più, ve lo siete già tirato addosso! Mejo ancora, ve servono i coccetti" e mentre prende lo stracchino per la signora, si rivolge a me. "Che poi er servizzio bbono non se capisce proprio a che serve. Quanno vie' quarcuno tanto no lo tiri fori, quanno viè quarche parente no lo tiri fori, no lo tiri fori mai. Io c'ho er servizzio bbono che me l'ha regalato mi madre che je l'aveva regalato 'a madre, che secondo me era d'aa nonna der nonno d'aa nonna...". E non posso che essere d'accordo: il servizzio quello bbono de piatti e bicchieri è un'entità che viaggia nel tempo, fino a che qualcuno non se lo tira addosso. Una specie di indicatore di tranquillità familiare genetica.