Martedì a pranzo sono andato a mangiare da Frontoni, a Trastevere, insieme alla mia metà che è passata a prendermi in macchina. Lo si poteva fare perché martedì un sacco di gente era ancora a pasquettare, e le strade erano abastanza sgombre. Altrimenti in generale non si può fare. Frontoni è una gastronomia pizzeria bar, ma la sua ragione d'essere è la pizza, il resto è un dipiù. Si prende il bigliettino col numero e si aspetta. Lì il pizzettaro di turno ha l'obbligo per contratto di fare lo spiritoso, ma ti ci abitui facilmente. Poi taglia un pezzo di pizza con una mannaiata rumorosa, taglia trasversalmente la pizza e ci mette dentro quello che gli dici tu, scegliendo tra un tripudio di salumi e verdure cotte. Poi prende un pennello e gli dà una pitturata di olio d'oliva, la incarta e te la dà. Si tocca la perfezione nella semplicità. C'era una famigliola del nord a sedere di fianco a noi, che commentava tipo "eh, qua a Roma c'è una certa cultura del mangiare, c'è molta attenzione alla genuinità etc. etc. etc." La realtà è che quei turisti erano in giro per Trastevere e sono entrati nel primo posto che hanno trovato, non sapendo di essere entrati da Frontoni, che non è proprio per niente un posto a caso.
Ieri sera ho toccato forse una delle punte più alte della romanità: la Festa de Noantri, a Trastevere. Una immersione totale. La cosa che mi ha colpito di più era la chiesa di S. Agata aperta e illuminata di sera, mentre nella piazza davanti c'e
Tracciato: Jul 22, 10:14
L'uomo che sta alla cassa da Frontoni è un tajo (si dice così vero?).Arriva una signora con accento non romano."Scusi, devo pagare prima o dopo la consumazione?""Prima la servono e poi paga, signò. L'ha preso er numeretto?""Siss
Tracciato: Nov 11, 20:55